In Italia, due atti regolano la conservazione dell’ambiente naturale: Legge n. 979/1982 sulla difesa del mare e Legge n. 394/1991 sulle aree protette. I parchi nazionali (PN) e le aree marine protette (AMP) sono considerati uno degli strumenti più efficaci per promuovere la conservazione dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile, in quanto possono fornire benefici sociali ed economici alle comunità locali. Tuttavia, senza una gestione efficace è improbabile che le aree protette raggiungano le alte aspettative di conservazione e sviluppo. Esse, infatti, sono state spesso criticate per aver portato impatti sociali, economici, culturali e politici negativi alle comunità locali. Ciò rappresenta un problema perché il successo di un’area protetta dipende dalla percezione locale dei risultati socio-economici ed ecologici e dall’efficacia e qualità delle politiche, delle istituzioni e dei processi di gestione e governance. La designazione di un parco nazionale, inoltre, può generare conflitti tra comunità locali e gestori. Poiché i parchi nazionali e le comunità circostanti sono fortemente dipendenti l’uno dall’altro, il compito di gestire gli interessi degli stakeholder e i potenziali conflitti d’uso dovrebbe essere di alta priorità per i gestori dei parchi.
Lo studio, ancora in una fase preliminare, si propone di identificare e analizzare i conflitti esistenti o potenziali tra la gestione del Parco Nazionale dell’Asinara, l’uso, la popolazione locale e le attività che si svolgono sull’isola. I risultati dell’analisi saranno, nel proseguo della ricerca, utilizzati per: identificare le zone in cui nell’isola si verificano conflitti, se e dove esistano aree di sovrapposizione d’uso delle risorse, infine farà seguito la trasposizione di queste informazioni in mappe spazialmente esplicite tramite GIS.
Le mappe realizzate potranno fornire un prezioso strumento per i gestori del Parco Nazionale dell’Asinara e per la comunicazione tra decisori e le parti interessate.

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